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Claudio Arzani (arzy) scendincampo e racconta e scrive, e scrive poesie, e scrive racconti, e scrive di sogni, sempre e ancora sogni d'Utopia.

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Nome: Claudio Arzani
14 febbraio 1954, bassa pianura emiliana, Fiorenzuola d'Arda, quell'era le debut. Oggi vivo e lavoro a Piacenza. Giornalista pubblicista, il destino ha voluto mi impegnassi in tuttaltro campo, al servizio dei cittadini nella sanità pubblica. Tuttavia scrivere, per me, é vitale, divertente, essenziale, un mezzo per esprimere la mia presenza nel mondo e dir la mia. Così dal giornalismo sono passato, per passione e non per lavoro, alla poesia, alla narrativa, ai resoconti, agli appunti ovunque e su tutto, fino alla scoperta del blog. Basta scrivere, appunto, per dire di aver qualcosa da dire alla gente di questo nostro mondo. Fin quando avrò una penna, ci sarò.

Il libro poetico pargol del cor (ed. Vicolo del Pavone Piacenza settembre 2005)



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martedì, 27 maggio 2008

“Il sorriso del Conte”, romanzo di Claudio Calzana, Opera Graphiaria Electa editore

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[ sbpvr.e-portaltech.it/discoveryng/index.php?p... ]

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Romanzo d’esordio con tanto di benedizione in quarta di copertina da parte dell’affermato Andrea Vitali, ivi comprese le palesi similitudini nello stile mancando tuttavia quel gusto al pettegolezzo goliardico da piccolo paese tipico dello scrittore di Bellano in quel di riva del Lago di Como. Calzana, che pure non manca di un suo spirito grottesco con ampio spazio all’ironia, è invece legato alle origini bergamasche, ovvero ad una maggior compostezza formale tipica delle popolazioni di città che si ritengono e cercano d’essere d’un altro stile. Un vero peccato perché la vicenda della famiglia del Conte Salani seguita lungo un percorso che coinvolge tre generazioni è sicuramente gustosa ma non raggiunge le vette che potremmo immaginare in uscita dalla penna di Vitali. Del resto se il maestro ha avuto tempo ed occasioni per sviluppare l’esperienza e lo stile, l’allievo all’esordio non poteva andare oltre, né potevamo attendere e pretendere altro se non una lettura e uno sviluppo della vicenda più che coinvolgente, briosa, spumeggiante (ancorché con qualche caduta di ritmo). Ecco dunque che, nelle prime pagine del racconto, facciamo la conoscenza con il Conte Angelo Salani. Sul letto di morte, giorno del Signore 15 dicembre 1988. Con al fianco l’amico d’infanzia Luigi Previstali, don Luigi per santa madre Chiesa. Costernato. Perché è vero che quando la falce arriva arriva, ma la morte di un amico è pur sempre un fatto doloroso, pensa don Luigi. Ma se così è, cosa avrà mai da sorridere, il cadavere del Conte, legatissimo all’allegria della vita per tutta quella vita che lo aveva visto scapestrato, puttaniere di vaglia, biscazziere da favola, padre giammai in esercizio. Duecentotre pagine per scoprirlo e, forse, per sorridere a nostra volta alla vita. Quella d’allegria.

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[ “Bar de le Folie Berger”, di Eduard Manet ]

[ ingibjhin.blog.is/blog/ingibjhin/month/2007/9/ ]

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Denuncia dei redditi: otto per mille ai valdesi, 100% alla solidarietà

postato da: claudioarzani alle ore maggio 27, 2008 00:10 | link | commenti (3)
categorie: libri letti recensioni

Commenti
#1    27 Maggio 2008 - 13:57
 
CAro Claudio, ho trovato la nota sul mio "sorriso del conte" andando a spasso per la rete. E mi sono permesso di farne un link sul mio blog.
Un saluto
Claudio Calzana
www.claudiocalzana.it

utente anonimo

#2    29 Maggio 2008 - 01:06
 
ecco, questa è della serie una bella soddisfazione
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente claudioarzani

#3    13 Giugno 2008 - 12:04
 
Il sorriso del conte mi è piaciuto moltissimo per una serie di motivazioni che qui riassumerò.
è scritto bene
è una storia piacevole
è ambientato in una città che amo molto avendovi trascorso l'adolescenza
e non da ultimo è dedicato a Carlo che, in qualità di fratello minore di Anna, mia carissima amica dei tempi bergamaschi, ha comunque incrociato anche la mia vita, lasciando un affettuoso ricordo.
utente anonimo

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